Cocktail al Nyx Bar del Pinctada Resort

Cocktail Pinctada Cable Beach
Un paio di cocktail al Pinctada di Cable Beach

Ce l’avevano dipinto come uno dei resort più esclusivi di Broome; in realtà, l’atmosfera al Pinctada di Cable Beach è piuttosto informale, e sicuramente rilassata. Complice forse anche la stagione turistica non ancora iniziata (il bar della piscina era chiuso), il complesso dell’hotel era quasi vuoto nella calda e umida sera di metà settimana. Abbiamo scelto le gigantesche poltrone in vimini dell’area esterna al Nyx Bar per gustarci un paio di cocktail e usare il voucher di 50 dollari che abbiamo vinto grazie ad una foto del cane Jed pubblicata nel Broome Advertiser.

Pinctada Cable Beach

Su una delle ampie poltrone di vimini

Purtroppo il Nyx (dalla dea della Notte nella mitologia greca) si affaccia sul parcheggio del resort, ed è offuscato dall’ombra della facciata di quello che sembra un motel da quattro soldi. L’edificio in realtà ospita i Shinju Studio, una serie di stanze che costano a partire quasi trecendo dollari a notte, e che sull’altro lato si affacciano sulla piscina e sul centro benessere. E sì, rappresentano la soluzione più economica per chi vuole passare una vacanza al Pinctada. L’altro estremo è una delle villette Honjin nel cuore del resort, il cui prezzo per notte sale fino a seicento dollari.

Se la visuale non è delle migliori, c’è da dire che il Nyx è un bar caratteristico. Le poltrone sembrano quasi dei troni, i soffitti sono altissimi come in un tempio greco, i tavolini sono rivestiti da cuscini porpora. Questi, a loro volta, sono invasi da bruchi e millepiedi, che proliferano nella stagione umida…

Cena Pinctada Cable Beach

Nel mezzo, il carpaccio di Wagyu con tartufo bianco al centro

Abbiamo centellinato uno champagne cocktail (brandy, bitter, zucchero di canna e ciliegia) e un oriental mule (vodka, sake, ginger, lemongrass, litchi e ginger beer); poi ci siamo lasciati andare e abbiamo ordinato un piatto di ostriche (non male), un tagliere di salumi e formaggi (probabilmente appena usciti dalla confezione del supermercato), e uno dei piatti di carpaccio più buoni che abbiamo mai provato: carne di Wagyu ricoperta da una crema di tartufo biancho, e cosparso di pan grattato, erbe e scaglie di grana. La risposta  australasiana all’Albese?

Il tutto per 91 dollari (meno i cinquanta del voucher). Non male per uno spuntino innaffiato da cocktail e da un finale a base di Laphroaig di dieci anni; e per una serata rilassante, intima, e immersa nella grottesca interpretazione australiana della mitologia greca.

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