Da Balranald a Canberra

Alba in Balranald
Il sorgere del sole in Balranald visto dall'interno del campervan, prima di partire per Canberra

Per raggiungere Canberra da Balranald abbiamo guidato più di otto ore di fila, per un totale di 640 chilometri. È lo stint più lungo che abbiamo mai effettuato al volante del campervan in una sola giornata.

Un percorso, quello lungo la Sturt Highway e la Hume Highway, che per i primi 400 chilometri attraversa il nulla. I paesini si contano sulle dita di una mano: Hay, Narrandera, Wagga Wagga, Gundagai, Yass. È un tracciato piuttosto noioso, anche se bisogna considerare che abbiamo lasciato Balranald di prima mattina, col cielo grigio e carico di pioggia, dopo una manciata di ore di sonno e una giornata in cui abbiamo guidato fuori strada per 400 km tra le dune del deserto del Mungo National Part. Il fattore stanchezza è indubbiamente in gioco.

Complice il fuso orario, alle porte di Canberra è già buio. E freddo, molto freddo: appena un grado centigrado. Anche volendo, non ci fermeremo nella capitale australiana: l’obiettivo è raggiungere la costa Est il prima possibile, e risalire verso nord in cerca di torpore. Le notti in campervan al freddo, nonostante le coperte extra, i sacchi a pelo e i vestiti pesanti, sono una tortura.

Per prima cosa ci siamo diretti in un caravan park. L’Eaglehawk (or Crestview???) era quello raggiungibile più facilmente dall’autostrada, e abbiamo optato per quello. Guidare il campervan al buio nel traffico improvviso della tangenziale di Camberra, dopo otto ore di guida e una settimana on the road, si è rivelato subito molto stressante. Per questi motivi ci siamo piombati verso il caravan park più vicino consigliato da Google Maps. Doccia, rifornimento di acqua potabile, dispositivi elettronici in carica nel campervan collegato all’elettricità. Approfittiamo della cucina del campeggio (che è lontanissima dal nostro sito) per cucinare una mega porzione di curry piccante affogato in latte di cocco, che ci avrebbe riscaldato e dato energie e per i giorni a venire. Poi, a letto con le mani attorno a una tazza di camomilla bollente, i finestrini ghiacciati e il fiato nebbioso.

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